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Il Territorio


Gran parte del territorio interno della Sicilia è stato oggetto, in epoca romana e bizantina e nel corso dei secoli XVI e XVII, della progressiva sostituzione dei boschi con impianti di coltivazioni di cereali e pascoli, che hanno provocato una trasformazione drastica del paesaggio vegetale naturale.
Il territorio di Piazza Armerina non è rimasto indenne da questa prolungata azione di antropizzazione e, purtuttavia, ha conservato inalterati i propri tratti peculiari e quei contesti morfologici, vegetazionali e faunistici, che rendono suggestiva e stimolante l’esplorazione delle campagne armerine. In esse i segni, assai discreti ma pregnanti, dell’intervento dell’uomo sul sistema territorio hanno spesso conferito all’ambiente naturale ulteriori elementi di valenza estetica e culturale.



Le diverse componenti del paesaggio agrario concorrono alla definizione di un territorio di straordinario interesse, di primitiva bellezza e caratterizzato da una altissima naturalità. Accanto agli uliveti, ai mandorleti e ai vigneti, sopravvive ancora qualche noccioleto, testimone dell’intensa coltivazione che se ne fece solo alcuni decenni fa. Le pregevoli strutture abitative rurali in pietra arenaria sono perfettamente integrate nel paesaggio, e testimoniano la fiorente agricoltura praticata in passato nelle campagne piazzesi. I dirupi aspri e le dolci colline color tabacco costituiscono ideale sfondo per i mulini ad acqua, gli abbeveratoi, le chiesette campestri.
E’ poi cospicuo il numero di siti archeologi (insediamenti e necropoli), e il florido manto vegetale naturale, tipico dell’orizzonte mediterraneo, è arricchito da essenze sparse: il fico, magnifica pianta che per secoli ha costituito, spesso, l’alimento di sopravvivenza della povera gente; il ficodindia, ormai ampiamente naturalizzato in gran parte della Sicilia; il pistacchio; il poderoso gelso, oggi solenne testimone della “nutricata”, cioè l’allevamento del baco da seta.



Dal punto di vista vegetazionale il territorio annovera ambienti assai diversi: quelli, cioè degli altopiani, quelli dei rilievi collinari, quelli delle rupi, quelli inclusi nell’ambito e nelle adiacenze dei corsi d’acqua.
I primi due ospitano, dove non sono coltivate o boscate, ampie praterie ad Ampelodesmos mauritanica (‘ddisa) e interessanti lembi di gariga, associazione erbacea tra la steppa e la macchia sempreverde mediterranea, che trova maggior diffusione tra i 400 e i 600 metri di quota, e forma associazioni con dominanza di palmetta nana (Chamaerops umilis - scupazzu), timo (Thimus capiatatus, Longiflorus vullgaris) varie specie di ginestre, e inoltre lentisco, oleastri, camedrio, asparago, origano.



Nelle porzioni di territorio caratterizzate da microclimi più temperati sono poi insediate le residue formazioni della foresta sempreverde con dominanza del leccio, della roverella, della quercia da sughero, dal cerro e da qualche acero. Questa foresta doveva un tempo coprire in maniera pressoché uniforme questi ambiti, associata al bosco sempreverde, corredato spesso da elementi spontaneizzati come il ricino e il sommacco.



Tutto costituiva un habitat adatto a offrire rifugio a una fauna abbondante e consentire la vita a una grande quantità di specie vegetali, quali il lentisco, l’iris, l’asfodelo, gli anemoni, oltre a endemici tulipani, pungitopo, ciclamini, ranuncoli, orchidee terricole che con le loro delicate infiorescenze impreziosiscono il territorio.
Negli ambienti rupestri e dei corsi d’acqua il paesaggio ha conservato qualità naturalistiche che consentono la persistenza di salici, saliconi, pioppi,essenze lianose quali il tamaro e la salsapariglia, equiseti, capelvenere.
Almeno un cenno merita l’area che accoglie l’invaso artificiale “Olivo”. La presenza del lago, incastonato tra i numerosi insediamenti storici e preistorici, oltre ad avere favorito l’incremento della popolazione faunistica, ha conferito ai luoghi una singolare suggestione, facilmente godibile dalle alture circostanti di Monte Manganello, Montagna di Marzo, Cozzo Comune.



Il territorio circostante Piazza Armerina associa ai contenuti propriamente ambientali importanti presenze di carattere archeologico, storico, antropologico. Ciò consente di intraprendere passeggiate piacevoli, integrate e arricchite da percorsi storico-archeologici. Vere e proprie esplorazioni naturalistiche, ma anche storiche e della memoria.

(a cura di Salvo Sinagra)


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